DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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Facebook   BREVIARIO ROMANO (MESSA E LITURGIA ORE) ON-LINE e scaricabileLast Update: 12/18/2012 3:38 PM
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10/16/2009 10:39 PM
 
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Il Breviario Romano on line!

Un'altra grande realizzazione di Maranathà.


Cliccate sul banner, e pregate l'ufficio divino.






Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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5/7/2010 10:39 PM
 
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Septies in die laudem dixi tibi


Dal sito New Liturgical Movement riportiamo un interessante articolo di Shawn Tribe dedicato ad un argomento di cui in genere si parla poco, quale La recita dell’Ufficio Divino da parte dei laici:


Ogni volta che NLM scrive in merito all’Ufficio Divino, noto un aumento di interesse, di solito espresso dalle domande su come pregare l’Ufficio Divino anche in parrocchia o in casa. Questo è molto incoraggiante. A proposito delle varie forme di preghiera da adottare come parte della loro vita spirituale, l’ufficio divino dovrebbe salire in cima alle preferenze, in quanto è parte del corpus della preghiera liturgica della Chiesa. Detto ciò, nel corso degli anni in qualche occasione ho sentito dire che il breviario semplicemente implicherebbe un eccessivo dispendio di tempo per i laici. Trovo che questo sia un mito, popolare da dire, ma generalmente non vero.

Occorre osservare, innanzitutto, che pregare l’ufficio non significa necessariamente recitarne tutte le ore. L’ideale sarebbe almeno pregare le Lodi (preghiera del mattino), i Vespri (preghiera della sera) e Compieta (preghiera notturna); ma se uno è impossibilitato, anche solo una o due di queste sarebbero di grande merito, aiutandoci a santificare la nostra giornata e incorporando giorno dopo giorno i salmi di David e gli elementi della Sacra Scrittura e della poesia cristiana nella nostra vita di preghiera.

Per quanto riguarda il problema del tempo, una singola “ora” dell’ufficio può essere pregata, e direi devotamente, più o meno in dieci minuti – che difficilmente è un investimento di tempo impossibile o irragionevole. Se uno considera che pregare devotamente una corona di misteri del Santo Rosario richiede all’incirca lo stesso tempo, credo che ciò sia una risposta sufficiente all’obiezione per cui i laici, soprattutto quelli che hanno una famiglia, sarebbero impossibilitati alla preghiera dell’ufficio divino (è evidente che ci possono essere alcuni casi in cui ciò non è fattibile, per ragioni particolari e specifiche circostanze, ma non si tratta della maggioranza dei casi). Merita di essere ricordato che la Chiesa stessa ha incoraggiato i laici nella preghiera dell’Ufficio divino: “Si raccomanda che anche i laici recitino l'ufficio divino o con i sacerdoti, o riuniti tra loro, e anche da soli” (Sacrosantum Concilium, n. 100). Evidentemente la Chiesa non lo vede come un compito impossibile, anzi lo incoraggia.

Stabilire l’abitudine e il ritmo della preghiera


La maggiore difficoltà per la preghiera dell’ufficio è, come qualsiasi altra forma di preghiera, stabilirne l’habitus. Per esperienza personale, si potrebbe stabilire con successo un ritmo di preghiera – e questo vale sia per l’ufficio divino che per il santo rosario. Ad esempio, ci potrebbe essere un momento, o una sequenza di eventi, come pregare le Lodi subito dopo essersi preparati ogni mattina, o i Vespri la sera subito dopo cena. Qualunque sia il ritmo prescelto, un tempo o una sequenza di eventi, il perseguimento di questa “assuefazione” (come la definirebbero Aristotele o l’Aquinate) può essere di grande aiuto nello stabilire e mantenere una prticolare disciplina di preghiera. Un suggerimento che considero particolarmente utile allo scopo comunque è acquistare un calendario liturgico, da muro o da scrivania. Questo ti fornirà rapidamente una panoramica del tempo e delle stagioni liturgiche, che ti sarà di grande aiuto.

Quale breviario?

A questo punto la domanda successiva è “sono interessato, ma quale breviario dovrei usare?” Non è facile rispondere , e bisogna tener conto che in alcune circostanze prevale la considerazione delle leggi liturgiche. Per il nostro attuale scopo, tuttavia, consideriamo il problema dalla prospettiva del lettore “standard”, cioè un laico che vuole recitare privatamente il breviario. In tal caso godiamo di ampia libertà e una vasta gamma di opzioni. Te ne presenterò alcune.

 

Quale forma del breviario?


Bisogna prima determinare quale forma del breviario (usus antiquior, usus recentior) ciascuno preferisce usare, anche in base a varie considerazioni personali (per quanto mi riguarda, preferisco tanto il breviario romano usus antiquior, quanto il breviario monastico, per due ragioni: l’uso dell’antico calendario liturgico, con la sua corrispondenza alle stagioni liturgiche, come pure la struttura di questa forma delle Ore che include più salmi rispetto al breviario dell’usus recentior).
In secondo luogo si determinerà se pregare l’Ufficio in latino, in volgare, o in entrambe le lingue. Immagino che molti laici vorranno pregare l’ufficio divino in lingua corrente, almeno per le antifone proprie, salmi e letture o capitoli, e usare il latino per le parti fisse come il Deus in adjutorium, il Gloria Patri, il Benedictus, Magnificat, Pater noster, e così via.



L'autore termina fornendo alcuni "consigli per gli acquisti" specificamente rivolti al pubblico anglofono. Qui ci limitiamo a rinviare, per la forma extraordinaria, ai siti Divinum Officium e Officium Divinum (quest'ultimo è privo del mattutino, ma vi si trovano anche il Martirologio, il Piccolo Ufficio della Vergine Maria e l'Ufficio dei Defunti). Per l'acquisto dei libri liturgici tradizionali - o anche di singoli estratti - sia nella versione romana sia in quella monastica, segnaliamo la "boutique en ligne" dell'Abbazia di Le Barroux.

 


 

Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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12/18/2012 3:38 PM
 
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I Salesiamo editano un messalino N.O. latino-italiano (ed. L.A.S.)

Dell'ottima opera che i Salesiani conducono da anni per e con il latino, la lingua di S. Romana Chiesa, abbiamo parlato più volte, sia riguardo al salesiano Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, sia (e soprattutto) in occasione dell'istituzione della nuova Pontificia Accademia di Latinità (il cui segretario è il salesiano p. R. Spataro).
Quella che presentiamo è un'iniziativa che è diretta non tanto agli addetti ai lavori o agli studiosi, ma ai fedeli italiani che vogliono scoprire, approfondire e imparare le preghiere della Chiesa nella sua lingua universale, e desiderano poter seguire con partecipazione e frutto le SS. Messe in latino celebrate secondo il messale di Paolo VI.

 Celebrare in latino o in italiano? La risposta in un nuovo messalino
di Antonio Gaspari, da Zenit del 17.12.2012

 
ROMA, lunedì, 17 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Da tempo se ne sentiva il bisogno, e ora – a 50 anni dal Concilio Vatiticano II – è arrivato in libreria, fresco di stampa. Si tratta del messalino latino-italiano, edito dalla LAS (Libreria Ateneo Salesiano), a cura del Pontificium Institutum Altioris Latinitatis dell’Università Salesiana di Roma. I tre volumi molto agevoli nel formato (e contenuti nel prezzo [€ 32,00, n.d.r.]) vengono ad arricchire il patrimonio di strumenti che possono essere di aiuto ad una partecipazione più consapevole alla divina liturgia.
 
Per la qualità, l’importanza della pubblicazione e il ruolo che essa può svolgere, abbiamo rivolto alcune domande al professor Manlio Sodi, preside dell’Institutum o Facoltà di Lettere cristiane e classiche, e Direttore di “Rivista Liturgica”.

Il recente Motu proprio Latina lingua di Benedetto XVI ha avuto una grande eco sulla stampa a livello mondiale; torniamo finalmente ad accostare il patrimonio culturale trasmesso con la lingua latina?

Il Motu proprio di Benedetto XVI è apparso in una data quanto mai simbolica, il 10 novembre scorso, memoria di san Leone Magno. Con esso il Papa istituisce una nuova Accademia pontificia destinata ad incrementare la conoscenza e l’uso della lingua latina. Il documento ha avuto un’eco mondiale di notevole spessore perché l’interesse per il latino in questi anni è andato crescendo e si constata un aumento vertiginoso di coloro che desiderano conoscere meglio la lingua e cultura latina. Chi si accosta al sito www.latinitas.unisal.it può osservare alcuni aspetti di tale interesse a livello mondiale. E questo per rispondere anche al bisogno di cogliere più in profondità le radici di una cultura che abbraccia quasi tre millenni e che si è espressa fondamentalmente in latino.

È vero che il latino sta tornando di moda? Quali sono i segni e gli ambiti che ne possono facilitare l’accostamento e l’uso?

Di per sé il latino non è mai passato di moda; la Chiesa lo ha sempre usato anche quando Istituzioni civili con una certa miopia hanno cercato di accantonarlo nei programmi formativi con motivazioni che nulla avevano a che fare con la cultura. Il latino sta tornando di moda in numerose nazioni non solo europee. Al di là delle Istituzioni accademiche c’è però un contesto in cui il latino è più vivo che mai e questo è costituito dalla liturgia. Tutti i libri liturgici ufficiali della Chiesa di rito romano sono infatti in latino, affidati poi alle singole Conferenze episcopali per la traduzione e l’adattamento nelle lingue vive.

Preside, bisognava attendere 50 anni per vedere di nuovo un messalino latino-italiano?

L’occasione del 50° del Vaticano II costituisce una concomitanza interessante. La pubblicazione del messalino viene a coronare un’attesa e un’urgenza sentita da molte parti e Istituzioni. Ci voleva solo il coraggio di una Editrice e di un paziente redattore per mettere insieme 5519 pagine! Il materiale è tanto e, per quanto possibile, si è cercato di essere completi, in modo che a partire dal testo latino, posto sempre nella pagina di sinistra, il testo in lingua viva scorra accanto nella pagina di destra. Tutto questo facilita al massimo la risposta al motivo per cui uno intende usare questo strumento.

Come si presenta questo prezioso sussidio?
 E dove è possibile trovarlo con facilità?

Le oltre 5 mila pagine sono distribuite in tre volumi, molto agili ed “economici”. Il primo racchiude tutto ciò che fa parte della liturgia domenicale e festiva. Il secondo e il terzo contengono tutti i testi per i giorni feriali e il santorale, così distribuiti: a) Avvento – Natale – Quaresima – Pasqua – Tempo ordinario 1-10 e santorale dicembre-giugno; b) Tempo ordinario 11-34, e santorale giugno-novembre.
Dopo una Presentazione in cui si dà il significato del sussidio e soprattutto se ne presenta il valore come risposta a numerose attese, il messalino festivo offre tutti i testi del Proprio del tempo, del Rito della Messa e delle solennità e feste. In questo modo il sussidio intende rispondere sia al bisogno per celebrazioni sia alla possibilità di verificare la ricchezza del linguaggio liturgico nella traduzione e nell’originale. Per completezza è riportata anche l’Appendice al Messale italiano. Opportuni Indici delle letture bibliche, dei salmi responsoriali e dei cantici completano l’opera.
L’opera completa in 3 volumi costituisce pertanto un unicum che può rispondere a varie attese. Al di là delle librerie cattoliche, diretto può essere il contatto con http://las.unisal.it sia per ulteriori informazioni che per l’acquisto on line.

Lei è anche Direttore della “Rivista Liturgica”. Quale interesse viene sottolineato dal periodico in ordine alla traditio e quindi in ordine al patrimonio liturgico che è fondamentalmente in latino?

Con il 2013 la “Rivista Liturgica” (www.rivistaliturgica.it) entra nel 100° anno di vita. Nel suo lungo percorso ha sempre cercato di coniugare traditio e progressio nella forma che la stessa tradizione ci ha trasmesso. Conoscere i tesori della liturgia della Chiesa, anzi delle Chiese, è sempre stato motivo di studio e di approfondimento incoraggiando la conoscenza e lo studio delle fonti per comprendere meglio la ricchezza della liturgia odierna che mette a disposizione il meglio di ciò che le antiche fonti hanno trasmesso. Il fascicolo n. 6 del 2012 – che conclude il 99° anno di pubblicazioni – ha proprio i due termini nel titolo per ricordare il programma di un servizio ma soprattutto per evidenziare ciò che ha operato il Vaticano II.

Come può essere usato il messalino latino-italiano nelle Istituzioni formative o dal fedele che ha studiato il latino?

Per chi ha studiato il latino l’uso del messalino può costituire un’occasione per valorizzare il frutto di competenze acquisite nel confronto con tanti autori ma forse non con testi stupendi come sono quelli delle orazioni e dei prefazi per esempio.
Altrettanto utile il messalino può risultare per i giovani che si preparano al servizio ministeriale e che almeno una volta alla settimana partecipano ad una celebrazione in lingua latina (magari con le letture in lingua viva…). È in questo modo che si entra nei dinamismi di un linguaggio e in contatto con una terminologia il cui accostamento – in altro contesto da quello cultuale – permette di far vedere il rapporto che intercorre tra molti termini e la teologia liturgica che da essi rifluisce.
Ma l’edizione è anche un invito a saper valorizzare quelle parti dell’ordinario della Messa in lingua latina, costituite dal Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei… come pure le splendide sequenze (Victimae paschali, Veni sancte Spiritus, Lauda Sion…): testi legati al canto, spesso ben conosciuti, che possono ancora oggi essere eseguiti soprattutto come segno di comunione in contesti di fedeli con provenienza multiculturale, o per mantenere un esplicito rapporto con i tesori della Tradizione di Rito romano.
Per i cultori del latino questa è un’opportunità preziosa per cogliere e approfondire la ricchezza della teologia liturgica racchiusa nelle espressioni codificate nell’eucologia. La verifica della traduzione predisposta quasi trent’anni fa dalla CEI lascia intravedere le attese che saranno colmate quando apparirà la rinnovata edizione del Messale per la Chiesa in Italia.

Prospettive ulteriori quindi anche per l’Institutum Altioris Latinitatis?

L’Institutum ha una sua propria missio orientata a formare persone competenti nella conoscenza del latino e del greco. In questo orizzonte anche la latinitas liturgica come quella canonica ed ecclesiastica hanno il loro spazio per facilitare la conoscenza delle diverse modalità con cui il latino viene valorizzato oggi nella Chiesa.

L’auspicio che ha spinto all’edizione del messalino si colloca in un contesto di attualità in cui il ritorno al latino sembra costituire un’attesa sollecitata da più parti. Il Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, istituito da Paolo VI nel 1964, ha patrocinato quest’opera, sicuro di colmare un’attesa lunga quasi cinquant’anni. Ed è nella stessa prospettiva che sta curando edizioni di prestigio nelle sue due collane “Veterum et Coaevorum Sapientia” (in cui sono apparsi finora 7 volumi) e “Flumina ex Fontibus” che ospiterà vari volumi già a cominciare dal 2013.

La sfida dunque continua; noi l’abbiamo raccolta e cerchiamo di rispondervi!
 
** ** **

NOTE TECNICHE E DATI
 
 
Tutti e tre i Messalini dal Sito della L.A.S. Stampa a 2 colori su carta tipo India Formato: cm 12 x 17,5 Rilegatura cartonata
 
1) NICOLOO' SUFFI (a cura di),  Messale festivo latino-italiano -Domeniche e feste, ed. LAS 2012, pp. 1.824, € 32,00
Questo messale contiene tutti i testi ufficiali delle preghiere e delle letture della messa delle domeniche e delle solennità e feste del Signore in lingua latina e italiana. I testi latini e italiani sono collocati in pagine affiancate. Il testo è diviso secondo i tempi liturgici: Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, Tempo Ordinario, Solennità e feste del Signore, che, quando cadono di domenica, tengono il posto della liturgia domenicale. Nella parte centrale riporta il rito della Messa con tutte le preghiere eucaristiche.

I testi italiani sono ricavati dalla seconda edizione del “Messale Romano” e dalla recente edizione del “Lezionario domenicale e festivo” promulgato dalla CEI. I testi eucologici latini sono presi dalla terza edizione tipica del “Missale Romanum”, mentre i testi delle letture sono ricavati dall’edizione tipica della “Nova Vulgata”, promulgata da Giovanni Paolo II.
Questo messale può essere usato quando la messa viene celebrata in lingua latina, ma può essere utile anche quando la messa è celebrata in italiano, sia per prepararsi alla celebrazione sia perché il confronto con i testi originali latini può a aiutare a comprendere meglio il pieno significato dottrinale della preghiera.
 

 
2) N. SUFFI (a cura di), Messale feriale latino-italiano I.  Avvento, Natale, Quaresima, T.O. I - X Santorale dicembre-giugno; ed. L.A.S. 2012, pp. 1.902, € 32,00
Questo Primo volume contiene i testi delle ferie e del santorale dal mese di novembre (inizio dell’Avvento) al mese di giugno (10a settimana del Tempo Ordinario).
 
3) N. SUFFI (a cura di), Messale feriale latino-italiano II. Tempo ordinario XI - XXXIV, Santorale giugno-novembre; ed. L.A.S. 2012, pp. 1.792, € 32,00
Il Secondo volume contiene i testi delle ferie e del santorale dal mese di giugno (11a settimana del Tempo Ordinario) al mese di novembre (XXXIV settimana).
 
Ognuno dei due volumi contiene il Rito della Messa, il Comune dei Santi, le Messe per varie necessità, le Messe votive, le Messe dei defunti.

Questo Sussidio mette a disposizione dei sacerdoti e dei fedeli laici tutti i testi della Messa, utili per la preparazione e la partecipazione alle Messa oltre che per la meditazione personale. Inoltre, poiché la lex orandi, la lex credendi e la lex vivendi si influenzano a vicenda, il confronto tra i testi liturgici latini e quelli della traduzione italiana può aiutare a riflettere sul modo della comunità odierna di esprimere e di vivere la fede, di pregare la vita e di tradurre la preghiera nella vita.



Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
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